La vivibilità secondo il Sole24ore
L'obiettivo di queste considerazioni non è provare che a Napoli si vive bene.
Al contrario, noi napoletani, sappiamo quanto oggettivamente si vive male e conosciamo benissimo i tanti, troppi problemi della nostra terra.
E le tante, troppe colpe "indigene" che ci hanno portato a questa condizione.

Il fastidio è il confronto con criteri discutibili

"A Rovigo si vive meglio di Napoli", "a Pordenone c'è più cultura di Napoli"...
L'onoreficenza "Città d'arte" viene conferita a mezza Italia, ma nella lista, Napoli, che di arte ne ha più del 50% delle città che credono di esserlo, viene spesso dimenticata.
Affermazioni che lascerebbero indifferenti -"ogni scarrafone, è bello a mamma soja"- se queste informazioni non avessero una notevole ricaduta economica.
Gli esempi sono tanti in proposito. I media nazionali fanno scudo nell'evitare di sottolineare quanto penoso sia il mare -di fatto non balneabile- della riviera romagnola, nascondendo con cura il fenomeno della mucillagine o dell'eutrofizzazione, per evitare ripercussioni sul loro turismo balneare.
Al contrario tutti i mali di Napoli vengono sempre amplificati
Paghiamo l'assenza di non avere un giornale e una rete televisiva a diffusione nazionale; due anni fa con il Napoli largamente in testa, il giorno successivo ad ogni vittoria degli azzurri, il titolo di Tuttosport e Gazzetta era comunque dedicato ad una delle tre squadra a strisce, una impegnata il giorno, l'altra pronta a fare un grande colpo di mercato, la terza chissà cos'altro.
"Ma noi dobbiamo dar conto ai nostri lettori",
rispose -viva la sincerità- il direttore di una delle due testate a chi gli chiese conto.
E, allora, Napoli sistematicamente in coda a questa presunta classifica, in particolare anche in "Cultura e tempo libero", in cui, invece, palesemente, domina, sembrerebbe proprio seguire questa linea: si sostiene un'area del Paese, penalizzando uleriormente l'altra, già ampiamente penalizzata -lo ribadiamo e sottolineiamo- da colpe dei suoi abitanti, non attribuibili certo a questa ridicola classifica.

  • Confrontare un'area metropolitana di milioni di abitanti, con province di un paio di centinaia di migliaia di abitanti è un non senso.
    In teoria si vive molto bene nella propria villetta a schiera della periferia (che dista 15 minuti a piedi, 4 di bici lungo la pista ciclabile colorata, dal centro) di una provincia padana o del centro Italia a due consonanti, finché non bisogna andare all'università, studiare al conservatorio, vedere da vivo un concerto di una star internazionale o una partita di coppa campioni, prendere un aereo, visitare un museo di prima fascia, mangiare qualcosa di diverso dalle merendina di un distributore automatico dalle 22,00 alle 06,00, x1, x2,...xn,...
    Per "vivere veramente" (e non soltanto "vivere bene") bisogna "emigrare" almeno un paio di volte a settimana, per un motivo o un altro, verso altre province, in genere il Capoluogo di regione. E talvolta nemmeno basta.
    Gilmour alla chitarra o il Real Madrid, uno che ha vissuto per tutta la vita nella sua vivibilissima Gorizia, non potrà mai vederli; non potrà mai diventare medico, ingegnere, avvocato...

    Dunque, come si fa a dire chi ha vissuto meglio tra uno che è non mai uscito per tutta la sua vita dalla provincia di Sondrio o da quella di Napoli?

    Se proprio è necessario confrontare la qualità, più significativo sarebbe individuare aree geografiche omogenee, extra regionali, ciascuna delle quali in grado di offrire gli stessi servizi a disposizione dei residenti.
    Ma a quel punto cadrebbe la "competizione".


    Resta un dilemma, del quale, ovviamente, non c'è traccia nella classifica del Sole:
    L'Istituto Superiore di Sanità certifica che:
    "I tassi di mortalità per suicidio sono più elevati nel Nord Italia e, in particolare per gli uomini, nelle Regioni del Nord-Est. Sia per gli uomini che per le donne i valori più bassi del tasso di suicidio si registrano nelle Regioni del Sud-Italia." e che: "Per quanto riguarda i consumi di alcol i dati della Campania, e di Napoli in particolare, sono ben al di sotto della media nazionale."
    Come mai, proprio laddove si vive così bene, è più alto il tasso di suicidio e l'uso di alcolici?
    Peraltro il suicidio è solo l'atto estremo al termine una lunga storia di sofferenza. Le persone che vivono tale disagio, evidentemente, è ben maggiore.
    In definitiva:
    "Si vive peggio in un provincia dove c'è la (bassa) probabilità di morire per un proiettile vagante, oppure in una dove è perlomeno uguale la probabilità che si arrivi a provare un disagio interiore tale da desiderare di farla finita?"


  • Il 2025 rappresenta il decimo anno dalla scomparsa di Giuseppe Daniele, detto Pino, cantautore partenopeo di discreto successo.
    E, chissà perchè, mi viene istintivo associare alla classifica del Sole 24 sulla vivibilità l'ultimo verso di uno dei suoi primi successi:
    "Je so pazz', je so pazz'

    Nce scassate 'o cazz' "