'O Sole24ore Vs Napoli

Abbiamo già sottolineato che le grandi aree metropolitane risultano penalizzate rispetto alle piccole province.
Potrebbe essere una scelta editoriale per far vivere un giorno da leone a città di cui si confonde anche la sigla automobilistica.
Ci può stare.
A pensar male si fa peccato, ma talvolta si indovina; noi siamo di parte, ma sembra proprio che a Napoli venga riservato un trattamento particolare.

  • REDDITO NEGATIVO di CITTADINANZA
    Una delle "perle" della classifica del 2023 fu la giustificazione della posizione di Napoli e Palermo, entrambe oltre il centesimo posto: "Penalizzate dall'elevata richiesta del Reddito di Cittadinanza", scriveva 'oSole24ore.
    L'elevata richiesta di un sostegno economico in una certa provincia testimonia, indiscutibilmente, la presenza, in quell'area, di due criticità:
    elevato numero di famiglie a basso reddito, mancanza di lavoro
    due indicatori che, correttamente, vengono presi in considerazione nella classifica.
    Ma un'entrata economica, qualsiasi essa sia -la vincita di una lotteria, l'eredità di uno zio in Canada, trovare una valigia piena di dollari (tralasciando l'etica, anche il provento di una rapina, una pensione fasulla, l'evasione fiscale. Ai banchieri svizzeri interessa poco la provenienza del denaro che custodiscono) cotribuisce ad aumentare il reddito di chi la percepisce, migliorandone la qualità della vita.
    Ma, per il Sole24 ore, il reddito di cittadinanza, no: cinquecento euro al mese (o quelli che erano, anche solo dieci) "regalati" a migliaia di famiglie, peggiorava la qualità della vita di una intera provincia.
    Allora, seguendo la stessa logica, quest'anno, poichè il reddito di cittadinanza è stato eliminato, la qualità della vita a Napoli e Palermo dovrebbe essere migliorata.
    Dov'è l'indicatore che lo certifica?...


Proviamo ad analizzare il parametro
-Cultura e tempo libero-:
nel quale la città partenopea occuperebbe, sorprendentemente, il 68esimo posto; solo immaginare che ci siano 67 città/province (Sondrio, Vercelli, Aosta, Fermo...) che offrano più cultura di Napoli produce orticaria.
Ed infatti basta dare uno sguardo ai quindici indicatori scelti, e a come sono stati valutati, contare quelli che mancano, per scoprire che la vera posizione di Napoli è quella che le compete, ovviamente tra le prime tre.
Gli indicatori presi in considerazione da 'OSoleloro, sono i seguenti:
  • Amministrazioni digitali
  • Aree protette
  • Bar, cinema e ristoranti (esclusa la ristorazione mobile)
  • Copertura alla rete Gigabit
  • Indice di accessibilità ai servizi essenziali
  • Partecipazione elettorale
  • Spettatori - ingressi agli spettacoli
  • Palestre, piscine, centri per il benessere e stabilimenti termali
  • Spesa dei Comuni per la cultura
  • Offerta culturale
  • Librerie
  • Indice di lettura
  • Indice di Sportività
  • Indice del clima
  • Amministratori comunali con meno di 40 anni

Mancano, inspiegabilmente, i veri indicatori che rappresentano la cultura di una città:
  • Università/Facoltà universitarie
  • Centri di ricerca
  • Patrimonio museale
  • Patrimonio artistico: musicale, teatrale, cinematografico
  • Patrimonio storico/archeologico/ecclesiale






  • A Napoli ci sono cinque (c-i-n-q-u-e) Università con molte decine di facoltà attive.
    Sostanzialmente chi risiede a Napoli può studiare quasi tutto quello che si può studiare nel resto d'Italia. A Milano e Roma, sicuramente, c'è qualche corso di laurea non presente a Napoli, ma alcune discipline sono esclusive della città partenopea, ad esempio quelle proposte da "L'Orientale" o "APPLE Developer Academy sorta da una patnership tra la Federico II e l'Apple.
    "Amministrazioni digitali" e "Amministratori comunali con meno di 40 anni" sono indicatori certamente molto (!) rappresentativi per la cultura di una città, ma a titolo di curiosità, anche solo una per volta, provare a ricalcolare la classifica sostituendoli con:
    "Offerta Universitaria (N° di facoltà attive)" e
    "Numero medio di lezioni universitarie in un giorno feriale"

  • CENTRI DI RICERCA

    Dieci sedi principali di istituto, ventiquattro secondarie del Consiglio Nazionale delle Ricerche presenti a Napoli e provincia non producono cultura nella classifica del Sole.
    "Abbiamo giochi 3d, in realtà aumentata, un intero reparto di ricerca su realtà virtuale e aumentata; caschi, guanti, occhiali..."
    -dichiara un ricercatore partenopeo-.
    Disponendo di molti meno bar rispetto ai sondriesi, le trentaquattro sedi del CNR di Napoli potrebbero essere prese in considerazione almeno come luoghi di svago, per provare a ridurre il gap alla voce "Tempo libero"...

  • Il Mistero del PATRIMONIO MUSEALE

    Per alcuni anni è stato preso in considerazione l'indicatore:
    "Patrimonio museale"
    Nel 2021 per densità e rilevanza per km2:
    1.Napoli (34.94).
    Punteggio equivalente a quello di tutte le province dal 33° posto in poi. In altre parole, a Napoli c'è il patrimonio museale "per rilevanza e densità" pari a quello di circa 75 provincie italiane.
    Il discorso CULTURA si può chiudere qui.
    Ma l'anno successivo, nel 2022, sono miracolosamente scomparsi i termini "rilevanza e densità" e con un generico "per km2" Napoli è precipitata al 57° posto, subito dietro Campobasso
    Basta questo per dimostrare quanto "aleatoria" e priva di ogni valore oggettivo sia questa classifica.





Se la CANTANO e se la SUONANO


Ma per trovare sessantasette province che precedono Napoli nella cultura, non è stato sufficiente aver dimenticato gli indicatori "chiave".
E' stato necessario valutare -malafede o semplice incompetenza?- molti di quelli scelti in modo pilotato.

  • BAR, CINEMA e RISTORANTI (esclusa la ristorazione mobile)
    Ogni 100mila abitanti (Infocamere, Al 30 settembre 2024)
    Avellino (!) in cima, Napoli 85°, Milano ultima

    Che si viva MEGLIO dove ci sono PIÚ bar (ogni centomila abitanti, anche laddove ne vivono la metà) è ridicolo solo pensarlo.
    In ogni caso:

    1) Perché è esclusa la "ristorazione mobile"?
    Lo street food è uno dei pilastri dell'offerta gastronomica nel mondo, attira turisti, spesso è il modo più economico per mangiare, talvolta il migliore. Lo street food di Napoli, e in generale delle città del sud, è mediamente eccellente, vario, ed economico.

    2) Bar e ristoranti, si considerano anche se chiusi?
    Trovare un bar o un ristorante, più in generale un posto per mangiare appena cala il sole, diventa un problema in almeno 80 delle province italiane. A Napoli, come in pochissime altre città, si mangia -bene, e a basso prezzo- "7/7, 24/24".
    Dunque -lo dichiara il Sole24 ore, non noi- Napoli occupa l'85esimo posto tra le 6,00 e le 20,00, e uno dei primi tre (probabilmente il primo) dalle 20,00 alle 06,00. E nei festivi.

    3)Cinema (e perché i teatri no?)
    Del tutto irrilevante il numero in proporzione alla popolazione. Conta il valore assoluto:
    "Quanti film/spettacoli teatrali/concerti sono in programmazione ogni sera in ciascuna provincia?"
    Ma anche:
    "Per quanti giorni un film/un'opera teatrale resta in programmazione?"
    e, ancora:
    "Al cinema, quanti spettacoli al giorno vengono proiettati? A che ora l'ultimo?"

    Per la gastronomia, oltre all'offerta complessiva (a Roma e Milano, a Napoli un po' meno, ci sono ristoranti di quasi tutte le etnie del mondo), fondamentale è il rapporto qualità/prezzo:
    "Cosa si può mangiare spendendo 5/10/25/50/100 euro"
    e
    "Fino a che ora si può mangiare?"

    Una settimana sì, e pure l'altra, si leggono classifiche della migliore gastronomia mondiale e puntualmente Napoli e la Campania sono in cima. Una delle tante:
    Napoli regina del gusto: per Time Out è la città migliore al mondo per il cibo

    In questo articolo è chiaramente spiegato il perché:
    Perché Napoli è la città in cui si mangia meglio in assoluto


  • OFFERTA CULTURALE
    Spettacoli ogni mille abitanti (Siae/Istat, 2022)
    Prevale Gorizia e Napoli 80esima.

    Hic Rhodus, hic salta:
    quali sarebbero questi "tanti" spettacoli di "qualità" andati in scena a Gorizia, e in altre 79 province d'Italia, nel 2022 (!), tali da relegare Napoli all'80esimo posto nell'offerta culturale del 2024, sarebbe interessante scoprirli.
    Il Sole pubblichi l'elenco, il confronto lo facciamo assieme.
    Uno NON vale per niente uno nella cultura.
    La "Festa del Toro" di Cucchiarello di Padiglione di Osimo, alzerà la media degli spettacoli della provincia di Ancona, ma -probabilmente- non è confrontabile con una visita alla Cappella Sansevero

    Che sia complicato valutare la qualità dell'offerta culturale di una provincia e farne il confronto è vero. A nessun napoletano verrà mai in mente, né sentirà la necessità, di confrontare la cultura (per manifesta superiorità, lo ammettiamo) della sua provincia con quella di Go/Pn/Mc/...
    Ma se qualcuno in padania non ne può fare a meno, scelga un criterio che non susciti la stessa reazione del grande Eduardo:



  • SPESA DEI COMUNI PER LA CULTURA
    In euro pro capite per alcuni capitoli (Elab. Tagliacarne su dati Siope, 2023)
    Vince Aosta, Napoli 56°

    Dove sta scritto che i comuni che spendono di più offrono più cultura?
    Due anni fa la locandina che pubblicizzava la mostra "I Pittori di Pompei" a Bologna recitava:
    "Si apre il 23 settembre 2022 al Museo Civico Archeologico di Bologna I Pittori di Pompei, una delle mostre più attese della stagione espositiva autunnale in Italia che resterà visibile fino al 19 marzo 2023."
    Imperdibile. Ma quella mostra fu allestita per la gran parte con opere provenienti direttamente da Pompei e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
    Questo semplice esempio solo per dimostrare che lo stesso indicatore si può leggere in modo diametralmente opposto: spende in cultura -è costretto a farlo- chi di cultura non ne ha, o ne ha poca
    Chi risiede in una città dove non c'è l'Università (o non c'è la facoltà che desidera frequentare) è costretto a spostarsi di casa, con tutto quel che ne consegue in termini economici e di disagi, a 18 anni.
    Dal privato al comune: per offrire una mostra di archeologia o di pittura dignitosa ai propri cittadini, Sondrio e Rovigo devono pagare, Napoli ne ha in abbondanza.
    Il MANN è uno dei Musei più importanti al mondo del settore, Capodimonte una delle tre più vaste pinacoteche d'Italia. Entrambi prestano opere anche all'estero promuovendo la cultura italiana nel mondo.
    E se lo possono permettere senza depauperare la collezione permanente, perchè dispongono di una quantità mostruosa di opere.
    "Dopo aver visto questo ultimo piano del museo, io che ne ho seguito negli anni passati, dal 93 in poi, il rilancio, non mi trattengo dall'affermare che è una realizzazione unica per le bellezza delle opere d'arte che contiene, per la bellezza della stessa reggia, per la bellezza della posizione in cui si trova, per la bellezza della città in cui si trova."

    Carlo Azeglio Ciampi, decimo Presidente della Repubblica, in Visita al Museo di Capodimonte

  • LIBRERIE
    Ogni 100mila abitanti (Infocamere/Istat, Al 30 settembre 2024)
    Vince Massa Carrara, Napoli 41°

    Uno NON vale uno, nemmeno in questo caso.
    I libri si possono acquistare o leggere online; da qualche mese in Galleria Umberto I a Napoli ha aperto una nuova libreria Mondadori, che risulta essere una delle più grandi d'Italia. Probabilmente contiene una quantità di libri pari a tutte le librerie di Sondrio, Belluno e Rovigo messe assieme.
    Più in generale, tutti i libri che si possono trovare in 100 delle 106 province italiane, ovviamente, si trovano anche a Napoli. (Tranne, forse, qualche ricetta degli spizzoccheri del 1862 scritta a penna e calamaio).
    Ma non viceversa.

    Se si desidera fare il confronto tra province, lo ripetiamo e sottolineamo, non conta il numero di librerie, ma il patrimonio complessivo dei libri non disponibili in commercio, né consultabili online.
    La Biblioteca Nazionale di Napoli (ospitata a Palazzo Reale, e basterebbe questo), solo a titolo di esempio, tra i tanti capolavori, custodisce manoscritti di Giacomo Leopardi; in quella dei Girolamini (la seconda più antica d'Italia), e in quella del Suor Orsola Benincasa si trovano testi UNICI, dal valore incommensurabile.
    Si aggiungano tutte le tesi e i libri specialistici delle biblioteche dei dipartimenti delle facoltà universitarie, l'archivio del Conservatorio a San Pietro a Majella.
    Ancora una volta, soltanto Roma e Milano -forse- possono competere con Napoli.

  • INDICE DI LETTURA
    Copie ogni 100 abitanti (Ads, 2023)
    Belluno 4° Napoli 94°

    Questo indicatore vorrebbe dimostrare (in base al numero di copie di che cosa?) che in una Belluno qualsiasi gli abitanti leggerebbero più di chi abita a Napoli.
    Vero o falso che sia, nulla ha a che vedere con quello che le città offrono da leggere, che è quello che il Sole24ore dichiara di valutare.

    "Chi legge di più", è un'altra gara.
    Saranno anche pochi (?) i napoletani che leggono, rispetto a chi risiede a Trieste, Bolzano e Gorizia ma, quei pochi, pochissimi, hanno a disposizione un patrimonio che in Italia solo Roma e Milano possono vantare. Ed infatti, a giudicare dai fatti, i napoletani che leggono, comprendono cose più interessanti. E complicate.
    Sono napoletani, ed hanno studiato a Napoli, il 25% dei Presidenti della Repubblica e, in percentuale ancora maggiore, dei Presidenti della Corte costituzionale, la quinta carica dello stato.
    Se è proprio necessario fare a "Chi song ij, e chi si' tu" si prenda in considerazione un numero a piacere di discipline (medicina, letteratura, filosofia, archeologia, musica, pittura, scultura, filosofia, giornalismo, cinema, teatro, ingegneria, fisica, matematica...) e per ciascuna di esse, di ogni provincia si individuino i dieci "migliori" rappresentanti, passati e presenti, che nella loro terra natìa abbiano anche studiato.
    E si scoprirà che i bellunesi, e la maggior parte degli abitanti delle 93 provincie che precederebbero Napoli nell'indice di lettura, ne hanno di "copie" da leggere.